Con i primi freddi di novembre, fuori dai quartieri finanziari e dai corridoi delle grandi stazioni, ad Asakusa (nel quartiere storico di Tokyo) succede qualcosa di diverso: migliaia di persone si mettono in coda tra banchi di legno, fumo di spiedini alla brace e muri di rastrelli dorati. Chi fa un viaggio in Giappone in queste settimane si ritrova nel bel mezzo del Tori no Ichi.
La fiera segue il ciclo zodiacale e si tiene solo nelle date dedicate al Gallo (Tori no hi), che a novembre cadono a distanza di dodici giorni l'una dall'altra. Nel 2026 gli appuntamenti sono due: il 7 e il 19 novembre.
Il punto di ritrovo è l'area comune tra il tempio Chokokuji e il santuario Ootori Jinja. Ciascuna delle due giornate è una maratona di ventiquattr'ore: i cancelli aprono a mezzanotte in punto con il primo colpo di tamburo e le bancarelle restano attive fino alla mezzanotte successiva, accogliendo persone anche alle tre di notte o all'alba prima dell'orario di lavoro. I vicoli attorno al santuario vengono chiusi al traffico, centinaia di lanterne di carta bianca illuminano i banchi, mentre il profumo del sakè caldo e del cibo alla brace riempie l'aria.
Tra gli appuntamenti all'aperto, è uno dei festival più sentiti a Tokyo da chi vive realmente la città.
I kumade: rastrelli per “agganciare” clienti e salute
I protagonisti del Tori no Ichi sono i kumade, rastrelli di bambù trasformati in sculture cariche di simboli, a volte alte anche più di due metri.
In origine, nelle campagne attorno a Edo, erano semplici attrezzi agricoli usati per radunare le spighe di riso e le foglie secche. Con il tempo si sono trasformati in complessi amuleti, ma il principio è rimasto lo stesso: come un rastrello raccoglie da terra, il kumade in Giappone serve a “raccogliere” fortuna, ad “agganciare” e tirare a sé clienti, soldi e buone occasioni per l'anno nuovo.
Sopra la struttura in legno i costruttori montano maschere teatrali di Okame (la dea della buona sorte dalla faccia tonda), spighe dorate, riproduzioni di monete antiche (koban) e miniature dei sette dei della prosperità. Negozianti, artigiani e famiglie ne comprano uno nuovo ogni anno, scegliendolo sempre di poco più grande di quello precedente per segnare la crescita progressiva della propria attività.
La contrattazione e il battito di mani
Davanti ai banchi si assiste a una scena che non si vede in nessun negozio moderno: la contrattazione sul prezzo.
Compratore e venditore trattano finché non trovano un accordo al ribasso. A quel punto scatta la regola: chi acquista paga comunque la cifra piena iniziale e lascia lo sconto al commerciante come mancia. È l'eredità dell'antico orgoglio mercantile di Edo (iki): mostrare generosità porta bene a entrambi.
Subito dopo, il venditore e i suoi aiutanti gridano una formula di augurio e parte il tejime: tre serie da tre battiti di mani concluse da un colpo singolo secco, battuto all'unisono insieme a chiunque stia passando in quel momento.
Preparati per l’autunno 2027
Il Tori no Ichi non nasce per i turisti: è un rito che appartiene alla vita quotidiana della città, con code che girano attorno agli isolati per arrivare a pregare davanti all'altare del santuario prima di mischiarsi tra i banchi a scegliere il nuovo rastrello. Chi desidera partire per il Giappone proprio in questo periodo troverà una città che mette da parte il suo tipico ordine formale e anima i vicoli in festa fino a notte fonda.
Anche chi viaggia può acquistare il proprio rastrello (scegliendo i formati più piccoli, adatti al bagaglio) e prendere parte al rito del battito di mani.
Inserire una tappa del genere richiede però di calcolare con precisione orari e spostamenti, evitando di incastrarla frettolosamente tra altre visite. Ma per questo ci siamo noi!
Se anche tu desideri vivere l’atmosfera unica del Tori no Ichi a Tokyo e immergerti nelle tradizioni più autentiche del Giappone, contattaci per restare aggiornato sulle partenze dell’edizione 2027.